Santa Maddalena 2016

"In passato, quest’uvaggio tradizionale ottenuto dai due vitigni autoctoni Schiava e Lagrein, non solo rivestiva un ruolo di primo piano nella produzione vinicola altoatesina, ma era anche uno dei rossi più noti d’Italia. Questo vino, che prende il nome dal villaggio vinicolo di Santa Maddalena alle porte di Bolzano, con la sua eleganza e le sue note fruttate ha ancora oggi molti sostenitori, e sta tornando gradualmente in auge."
Rudi Kofler

Vino

  • Denominazione DOC: Alto Adige
  • Varietà: 85% Schiava, 15% Lagrein
  • Storia della varietà: prima annata 1965
  • Annata: 2016
  • Bottiglie prodotte: 33.000
  • Resa: 63 hl/ha
  • Linea di qualità: I classici

Vinificazione

  • Descrizione:

    Vendemmia e selezione delle uve manuali. Diraspatura degli acini e successiva fermentazione lenta a temperatura controllata, e movimentazione delicata del mosto in cisterne d’acciaio inox. Fermentazione malolattica e affinamento per 7-10 mesi in botti di legno grandi. Assemblaggio un mese prima di imbottigliare.

Zona di produzione

  • Stato: Alto Adige Santa Maddalena DOC
  • Zona di provenienza: Bolzano
  • Altitudine: 250 - 900 m s. l. m.
  • Pendenza: 5 - 70 %
  • Orientazione: Sud - Sudovest

Carattere del vino

  • Colore: rosso rubino carico
  • Profumo: Con un chiaro profumo fruttato che di primo acchito ricorda la bacca di sambuco e la ciliegia, affiancato da un aroma di mandorla amara e una sfumatura di violetta, il Santa Maddalena è un vino che nel naso convince molto.
  • Sapore: Il gusto fruttato si ripropone anche al palato, ma più morbido ed elegante, dando a questo vino, insieme alla sua acidità equilibrata, quell’unicità e quella classe tipica di un vitigno poco tannico come la Schiava.

Abbinamenti semplici

Piatti altoatesini come affettati affumicati (speck e bresaola), ma anche carne salada di cervo con funghi sottolio e mousse di formaggio fresco, o manzo all’agro. Un'altra combinazione interessante è quella con le tagliatelle alla salsiccia, o col bollito misto in salsa verde su letto di patate al prezzemolo.

  • Annata

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    • Per la viticoltura altoatesina, l'annata 2016 ha comportato delle sfide tutt'altro che facili. In alcuni vigneti il periodo vegetativo era cominciato con notevole anticipo, tra la fine di marzo e l'inizio d'aprile, e per fortuna la gelata arrivata nella notte tra il 27 e il 28 aprile non aveva prodotto grossi danni alle viti. Dalla fine di aprile alla fine di maggio, le temperature erano rimaste piuttosto basse fino a fioritura inoltrata. Nei vigneti a crescita più precoci, infatti, la germogliatura era iniziata il 25 maggio. Per di più, da maggio ai primi di agosto si erano registrate precipitazioni ricorrenti e superiori alle medie stagionali. A metà agosto, invece, è giunta la svolta meteorologica che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i vignaioli, e il 6 settembre ha potuto iniziare la vendemmia, propiziata da un tempo autunnale perfetto, con giornate asciutte e calde.

  • Terreno

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    • Fin dai primordi della viticoltura in Alto Adige, fra le aree vinicole più prestigiose spiccano le colline e i ripidi pendii di Santa Maddalena, a Nord di Bolzano, da cui prende il nome il vino omonimo, prodotto con uve Schiava cresciute su questi terreni ben ventilati e facilmente riscaldabili, formati da colate moreniche di porfido e dolomia.

  • Clima

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    • Le guglie svettanti delle Alpi proteggono l’Alto Adige dalle correnti atlantiche più fredde provenienti da Nord, mentre verso Sud il territorio si apre agli influssi mediterranei. Queste caratteristiche orografiche fanno sì che l’escursione termica fra il giorno e la notte sia molto marcata, favorendo una maturazione elegante delle uve.

      Anche sul versante meridionale, diverse catene montuose, come il gruppo dell’Adamello, svolgono una funzione di schermo climatico, ed è per questo che le precipitazioni annuali sono solo un terzo di quelle registrate nelle Prealpi meridionali, mentre l’irraggiamento solare è più elevato. Queste peculiarità climatiche sono molto simili ad altre zone vinicole europee, come il Vallese in Svizzera. 

      In ciascuno dei trecento giorni di sole dell’anno, quando i primi raggi spuntano dietro le montagne a Est di Terlano, il sole è già alto all’orizzonte, poiché tutti i nostri vigneti sono orientati verso Sud e Sudovest. La bassa densità dell’atmosfera fa sì che l’irraggiamento solare diretto sia più intenso, mentre l’irraggiamento diffuso è minore, e questo fattore accentua le differenze fra i pendii soleggiati e quelli in ombra.

      Il microclima di Terlano
      Clima continentale (Cfa secondo la classificazione di Köppen-Geiger)

      Ore di sole: ø 2135/anno
      Temperatura massima: 38,2 °C
      Temperatura media: 12,9 °C
      Temperatura minima: -10,7°C
      Precipitazioni: ø 558 mm/anno
      Irraggiamento globale medio: 150,1 W/m²
      Venti:
      - Föhn da Nord: vento catabatico fresco e asciutto
      - Ora del Garda: vento di valle da Sud, aria risucchiata nella valli alpine dalla Pianura Padana

Santa Maddalena

Premi

  • James Suckling 2017: 91 punti
  • ViniBuoni d'Italia 2018: 3 stelle

Dati tecnici

  • Gradazione alcolica: 13,0 % vol
  • Zucchero residuo: 1,4 g/l
  • Acidità totale: 4,5 g/l

Invecchiamento

  • Modalità di conservazione: Conservare in un luogo fresco dotato di temperatura costante e alta umidità, ben ventilato ed esposto il meno possibile alla luce.
  • Temperatura della cantina: 10 - 15 °C
  • Maturità minima: 1 anni
  • Temperatura di servizio: 12 - 14 °C

Bicchiere consigliato

Bicchiere Bordeaux

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