Porphyr 2014

"Tre vigneti selezionati, con impianti che hanno ormai quasi un secolo di vita e quindi forniscono uve molto concentrate e ricche di estratti, sono la culla di questa selezione di Lagrein. Vinificato per intero in barrique, il Lagrein Porphyr, che deve il suo nome alla pietra prevalente dei terreni su cui cresce, esprime un bouquet variegato e intenso che esalta il sapore compatto e inconfondibile con cui delizia il palato."
Rudi Kofler

Vino

  • Denominazione DOC: Alto Adige
  • Varietà: 100% Lagrein
  • Storia della varietà:
  • Annata: 2014
  • Bottiglie prodotte: 22.000
  • Resa: 42 hl/ha
  • Linea di qualità: Le selezioni

Vinificazione

  • Descrizione:

    Vendemmia e selezione delle uve manuali. Diraspatura dei grappoli e successiva fermentazione lenta in cisterne di acciaio inox a temperatura controllata e con movimentazione delicata del mosto. Fermentazione malolattica e affinamento per 18 mesi in barrique. Per l’affinamento in barrique si utilizzano per un terzo botti nuove. Assemblaggio tre mesi prima di imbottigliare.

Zona di produzione

  • Stato: Alto Adige DOC
  • Zona di provenienza: Alto Adige
  • Altitudine: 250 - 900 m s. l. m.
  • Pendenza: 5 - 70 %
  • Orientazione: Sud - Sudovest

Carattere del vino

  • Colore: rosso rubino carico e impenetrabile con riflessi viola
  • Profumo: Il bouquet di questa selezione di Lagrein si presenta subito molto carico e ricco di sfaccettature, con una velatura di liquirizia, chicchi di caffè, baccelli di vaniglia, chiodi di garofano e tè nero. Un profumo aromatico ma anche fruttato, con sentori di marasca e mirtillo nero.
  • Sapore: Il profilo gustativo è armonico, con aromi decisamente compatti, concentrati e variegati, caratterizzati non solo da un gusto fruttato, ma anche da aromi speziati e da una leggera nota dolciastra di cioccolato fondente, impreziosita dai tannini molto raffinati.

Abbinamenti semplici

Filetto rosa di cervo in crosta di noci con ortaggi a radice e cavolo blu, costine di manzo brasate al Lagrein con polenta mista e verdurine, o guanciale di vitello brasato con salsa di Lagrein e schiuma di sedano.

  • Annata

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    • Per la viticoltura, il 2014 è stato un anno decisamente fuori dell’ordinario, che ha richiesto ai vignaioli parecchio impegno e dedizione.
      Dopo un inverno molto mite, il terreno si era riscaldato precocemente, tanto che nelle zone più calde la germogliatura delle viti era iniziata già alla fine di marzo, e anche la primavera era stata accompagnata da temperature superiori alla media. Già a metà maggio avevano fatto capolino le prime infiorescenze, e il processo vegetativo in anticipo di circa due settimane rispetto all’anno prima aveva fatto prevedere un inizio precoce della vendemmia.
      Ma dopo un breve periodo secco durante la fase della fioritura e postfioritura, all’inizio di luglio le condizioni atmosferiche hanno avuto un capovolgimento totale. Anche i vignaioli più anziani non ricordavano un’estate così piovosa e con così poche ore di sole. Sotto le precipitazioni abbondanti, le piante hanno faticato a completare la crescita, e le malattie fungine erano costantemente in agguato. In molti vigneti, soprattutto quelli a maturazione più precoce, gli acini si sono aperti, subendo parecchi danni da marciume, e le condizioni meteorologiche sfavorevoli hanno rallentato di molto lo sviluppo vegetativo, tanto che le uve sono riuscite a maturare solo due settimane dopo il previsto. La vendemmia è cominciata l’8 settembre, e i vignaioli hanno dovuto dare prova di pazienza e sangue freddo per scegliere il momento più indicato per vendemmiare ogni vitigno.
      Come se non bastasse, anche la raccolta delle uve ha richiesto più impegno del solito, dovendo controllare meticolosamente ogni grappolo ed eliminare tutti gli acini marci o danneggiati. Ma grazie a questo sforzo, i viticoltori sono riusciti, nonostante tutto, a incantinare uve sane e mature. Dopo la seconda settimana di vendemmia, vale a dire dopo il 20 settembre, il tempo è migliorato, e almeno alle quote medie e alte si è potuto vendemmiare in condizioni meteorologiche ottimali, migliorando notevolmente la qualità complessiva di un’annata che avrebbe potuto dare esiti assai negativi.

  • Terreno

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    • Pur essendo una delle più piccole fra le zone vinicole italiane, l’Alto Adige, grazie alla sua collocazione geografica adagiata lungo la cerniera fra la catena alpina e il Mediterraneo, è una delle più variegate. Il paesaggio vitivinicolo di oggi è frutto d’innumerevoli generazioni di vignaioli che hanno plasmato il territorio, coltivando la vite nelle zone climatiche più disparate, dai 200 ai 1.000 metri di quota. I vini che ne scaturiscono spiccano per il loro carattere, autentico e unico, con una chiara prevalenza dei bianchi: il 60 percento della superficie vitata, infatti, è coltivata a uve bianche, il 40 percento a uve rosse.
      Tra i vini bianchi si producono soprattutto Pinot bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc, che insieme al Pinot grigio e al Traminer aromatico fanno dell’Alto Adige una delle zone italiane più vocate alla produzione di vini bianchi. I vini rossi, invece, spaziano dai vitigni autoctoni – il Lagrein e la Schiava – ai classici rossi internazionali come il Pinot nero, il Merlot e il Cabernet. Ma oltre alla varietà, l’Alto Adige vanta un livello invidiabile di qualità: il 98 percento di vini prodotti è classificato DOC, e in rapporto al territorio si registra un numero assai elevato di vini blasonati e d’eccellenza.

  • Clima

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    • Le guglie svettanti delle Alpi proteggono l’Alto Adige dalle correnti atlantiche più fredde provenienti da Nord, mentre verso Sud il territorio si apre agli influssi mediterranei. Queste caratteristiche orografiche fanno sì che l’escursione termica fra il giorno e la notte sia molto marcata, favorendo una maturazione elegante delle uve.

      Anche sul versante meridionale, diverse catene montuose, come il gruppo dell’Adamello, svolgono una funzione di schermo climatico, ed è per questo che le precipitazioni annuali sono solo un terzo di quelle registrate nelle Prealpi meridionali, mentre l’irraggiamento solare è più elevato. Queste peculiarità climatiche sono molto simili ad altre zone vinicole europee, come il Vallese in Svizzera. 

      In ciascuno dei trecento giorni di sole dell’anno, quando i primi raggi spuntano dietro le montagne a Est di Terlano, il sole è già alto all’orizzonte, poiché tutti i nostri vigneti sono orientati verso Sud e Sudovest. La bassa densità dell’atmosfera fa sì che l’irraggiamento solare diretto sia più intenso, mentre l’irraggiamento diffuso è minore, e questo fattore accentua le differenze fra i pendii soleggiati e quelli in ombra.

      Il microclima di Terlano
      Clima continentale (Cfa secondo la classificazione di Köppen-Geiger)

      Ore di sole: ø 2135/anno
      Temperatura massima: 38,2 °C
      Temperatura media: 12,9 °C
      Temperatura minima: -10,7°C
      Precipitazioni: ø 558 mm/anno
      Irraggiamento globale medio: 150,1 W/m²
      Venti:
      - Föhn da Nord: vento catabatico fresco e asciutto
      - Ora del Garda: vento di valle da Sud, aria risucchiata nella valli alpine dalla Pianura Padana

Porphyr

Premi

  • Selection 2017: 91 punti
  • falstaff 2017: 93 punti
  • Gambero Rosso - Vini d'Italia 2018: 2 glasses
  • Vitae - La guida vini AIS 2018: 2 viti
  • James Suckling 2017: 93 punti
  • ViniBuoni d'Italia 2018: 4 stelle
  • Bibenda 2018: 4 grappoli
  • I Vini di Veronelli 2018: 93 punti

Dati tecnici

  • Gradazione alcolica: 14,0 % vol
  • Zucchero residuo: 2,0 g/l
  • Acidità totale: 5,4 g/l

Invecchiamento

  • Modalità di conservazione: Conservare in un luogo fresco dotato di temperatura costante e alta umidità, ben ventilato ed esposto il meno possibile alla luce.
  • Temperatura della cantina: 10 - 15 °C
  • Maturità minima: 6 anni
  • Temperatura di servizio: 18 °C

Bicchiere consigliato

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